Mese: maggio 2016

L’illusione del potere

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“Il bello dello Sciamanesimo è che è libero; non c’è un leader o una organizzazione religiosa o un albo professionale che detta regole e definisce un dogma al quale doversi assoggettare.
Allo stesso tempo tutto ciò è brutto e pietoso perchè questa libertà dovrebbe essere sempre accompagnata da una profonda responsabilità che invece il più delle volte è pericolosamente assente.
Da qualche anno infatti, assisto al proliferarsi di sciamani di carta e scuole di stregoni da strapazzo che con percorsi di pochi incontri ti propinano patenti da sciamano. Li chiamo “sciamani di carta” perchè diventano sciamani con un diploma, con un pezzo di carta, mentre a me è stato insegnato che il diventare uno sciamano è una questione che non si compra!
Gente che esce da queste “scuole” col diploma in mano e che si lancia a svolgere a sua volta pratiche sciamaniche senza grandi esperienze. Organizza un viaggio sciamanico dove basta suonare il taburo per 20 minuti e fare 4 riti che si imparano in un ora e via che l’evento è fatto e lo sciamano è servito. Che poi nella realtà loro non siano veri sciamani, ovvero un “Osso Vuoto” che parla per lo Spirito, poco importa; tanto loro ti diranno che il viaggio sciamanico è meglio che lo capisci da solo, senza l’aiuto di qualcun’altro. Lo credo; loro non sono sciamani e non sarebbero capaci di interrogare il mondo dello Spirito e aiutarti a comprendere il messaggio. Che dilettanti senza onore!
Il problema è che chi partecipa a questo genere di eventi, non conosce lo sciamanesimo e si fida del volantino più accattivante del momento. Egli non è capace di comprendere quanto sia importante svolgere tali pratiche con qualcuno che lo faccia da diverso tempo e non solo da un paio d’anni. Il percorso per fare ciò invece è molto più lungo. Molto più lungo.
Diventare sciamani non è come imparare a fare le frittelle; qui si intraprende un viaggio in cui si apprende l’arte di prendere in mano la vita degli altri!
Ma chi se ne importa, oggi viviamo nell’era della velocità: jet low cost, internet banda larga gratis se compri un cellulare, sciamani di carta con l’ultima svendita di fine anno.
No ragazzi, questo andazzo proprio non mi piace!
Ma la libertà resta, anche di tuffarsi nel buio oscuro dei giochini sciamanici di turno. Solo una cosa; quando il conto verrà presentato, non dite poi che non eravate stati avvisati!”

Riccardo Fioravanti “Wambly Wakinyan, Aquila Tonante”

Visita anche tu le “Case d’Artista”

Il Villaggio dei Nativi della Terra entra a far parte del Circuito Turistico “CASE D’ARTISTA”, organizzato dall’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese e in collaborazione con “Bologna Welcome” (Ufficio del Turismo del Comune di Bologna), Vivi Appennino (Portale Internet Tursimo Appennino Bolognese), Città Metropolitana di Bologna e Regione Emilia Romagna.

Si tratta di un vero e proprio prodotto turistico che intende presentare un nuovo tipo di accolgienza e far conoscere il territorio attraverso le residenze di chi ha deciso per amore, per passione e per scelta di vivere in montagna. E’ un programma che oscilla fra l’esigenza di attraversare territori affascinanti e la possibilità di incontrare le attività, i “Talenti”, che in questi territori vivono e lavorano in sintonia con la natura, scegliendo l’arte e l’artigianato artistico come propria cifra espressiva.

E’ possibile partecipare ad un primo Tour Gratuito (escluso i pasti e i pernottamenti) con navetta a disposizione dalla Stazione Ferroviaria di Riola di Vergato (BOLOGNA). Da noi il Tour passerà domenica 29 maggio.

Per ricevere il Book Informativo completo in pdf e per le prenotazioni contattare Marco Tamarri:
Cellulare: 340-1841931 – Mail: marco.tamarri@unioneappennino.bo.it

Svezia: si lavora sei ore per produrre di più e vivere meglio

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Lavorare di meno, produrre di più, vivere meglio: manca solo il classico “e vissero tutti felici e contenti” e avremmo un perfetto finale hollywoodiano. O scandinavo, in questo caso. La formula magica che consente l’inverosimile quadratura del cerchio della vita moderna proviene dalla Svezia, dove un numero crescente di aziende, imbeccate da qualche amministrazione locale illuminata, sta riducendo l’orario di lavoro dalle classiche otto ore a sei per favorire il benessere fisico e mentale dei propri dipendenti, e al contempo aumentare la produttività.
Il principio, in fondo, è semplice e ce lo spiega Linus Felds, amministratore delegato di Filimundus, società che sviluppa app per smartphone: “Restare concentrati per otto ore consecutive è molto difficile, e per farlo siamo costretti a intervallare spesso con delle pause e mescolare con altre attività per rendere tollerabile la giornata. Le otto ore, dunque, non sono mai davvero effettive. E ti complicano la gestione della tua vita al di fuori dell’ufficio“. In altre parole: non si lavora mai otto ore effettive, e dunque è più utile scremare il tempo che si trascorre in azienda dalle pause, consentendo ai dipendenti di godere di più tempo libero, e ottenere in cambio una maggiore intensità produttiva durante l’orario di ufficio. La Toyota di Goteborg ci è arrivata molto tempo prima, all’inizio del nuovo millennio, e i risultati sono stati straordinari: dipendenti più felici, basso tasso di avvicendamento e profitti in crescita del 25%.
Alla stessa conclusione è giunta una casa di cura di Goteborg, il centro Svartedalens, che ha ridotto l’orario di lavoro di infermieri e personale medico, migliorando non solo la loro esistenza ma anche quella dei pazienti. Certo, per coprire le esigenze degli anziani clienti della struttura è stato necessario assumere 14 persone in più e non tutte le aziende sono in grado di permettersi questo tipo di contromisura.
Quello che è stato definito “il grande esperimento sociale svedese” è partito nell’aprile 2014, con l’annuncio da parte del governo cittadino di Goteborg di voler diminuire l’orario di lavoro nel settore pubblico, con l’obiettivo ambizioso di aumentare la produttività, tagliare i costi e migliorare la qualità della vita dei lavoratori. L’esperimento è stato un pieno successo. Sorpresa? Non più di tanto. In fondo, già negli anni Trenta del secolo scorso il grande Bertrand Russell, nel suo “Elogio dell’ozio”, aveva pronosticato che il progresso tecnologico avrebbe ridotto l’orario di lavoro fino a un massimo di 20 ore alla settimana.

Fonte: Articolo di Paolo Cola su Leonardo.it

Io Sono un Nativo della Terra

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“Io sono un Nativo della Terra.
Nessuno ha il diritto di giudicare ciò.
Nessuno può permettersi di dirmi chi sono.
Nessuno ha il diritto di affermare come mi devo comportare in quanto Nativo della Terra.
Nessuno è depositario della mia spiritualità.
Nessuno si può permettere di dirmi come devo pregare, con chi e dove.
Il sentiero spirituale di un Nativo della Terra non è una religione.
Non ha sacerdoti, rabbini, mullah, santoni o sciamani che pontificano cosa è giusto e cosa non lo è.
Tale sentiero è un percorso profondamente individuale senza intermediari.
Allo stesso tempo è un percorso dove un giorno si può essere maestri e un altro allievi, riconoscendo la propria ignoranza e onorando la propria saggezza.
Esso è un percorso condiviso spontaneamente e senza proselitismi.
Nessun Nativo della Terra deve avere il permesso di alcuno per svolgere le sue pratiche spirituali.
Ogni Nativo della Terra è libero e non necessita dell’approvazione di nessuno.
Nessuna razza è depositaria di tale Sentiero Sacro.
Tutte le razze hanno egualmente radici spirituali legate a Madre Terra.
I Celti Europei, i Nativi Americani, gli Aborigeni Australiani, i Maori Neozelandesi e tutti quei popoli che detengono antichi retaggi spirituali legati a Madre Terra non hanno nessun dogma da perpetrare e non hanno nessuna voce in capitolo su come un singolo individuo o l’intera umanità intenda onorare Madre Terra.
Nessuno di questi popoli può esprimere un suo rappresentante che possa intimare ad altri individui come onorare Madre Terra. Il come è una libera scelta che spetta a se stessi, assumendosene piena responsabilità.
Chi si ispira, ma non segue un retaggio spirituale tradizionale di un particolare popolo, tribù o lignaggio, per rispetto ad esso non può definirsi depositario o praticante di tale tradizione, ma ciò non toglie che sia un Nativo della Terra e che abbia tutti i diritti e la completa libertà di onorare a suo modo la sacralità dell’esistenza e di Madre Terra.
Tutta la terra è Sacra.
Non esistono luoghi di serie A e di serie B.
Così come non esistono antenati di serie A e di serie B.
Ogni popolo e ogni terra ha subito violenze, ingiustizie, dissacrazioni.
Ogni popolo è stato vittima e carnefice.
Un singolo individuo che vive nel presente non è responsabile degli errori del suo popolo commessi nel passato.
Chi fa di tutta un erba un fascio, non onora la verità e cammina lontano da se stesso.
Un uomo non può essere valutato dal colore della sua pelle, ma solo dalle azioni che compie.
La sua razza di appartenenza non lo incasella in alcun modo, soprattutto spiritualmente.
Chi prova a fare ciò, non ha compreso lontanamente il sentiero di un vero Nativo della Terra.
Oggi è tempo di onorare i piccoli gesti quotidiani che portano rispetto a se stessi, al prossimo e a Madre Terra.
E’ tempo di camminare le proprie parole.
E’ tempo di onorare la terra in cui si vive.
E’ tempo di vedersi come un unico popolo della Terra, senza più confini e separazioni e dove le differenze vengono valorizzate come la vera ricchezza dell’umanità.
Siamo tutti fratelli e sorelle.”

Riccardo Fioravanti “Wambly Wakinyan, Aquila Tonante”