Le mie riflessioni

La teoria va messa in pratica

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“Per produrre un cambiamento reale e concreto nella propria vita è necessario non solo conoscere lo Sciamanesimo, ma anche praticarlo. Non mi riferisco al celebrare in modo automatico e ripetitivo i riti, ma piuttosto a manifestare in ogni propria azione l’essenza dell’insegnamento. E’ fondamentale che la teoria venga messa in pratica e diventi col tempo il proprio stile di vita. Non serve a granché fare una cerimonia sciamanica e sperare che la propria vita cambi così per magia. E’ essenziale mantenere quel focus del rito anche nel tempo seguente, quando dalla realtà non ordinaria della cerimonia, il Nagual, si passa alla realtà ordinaria della vita quotidiana, il Tonal. Si tratta di iniziare a cambiare le proprie abitudini, a disciplinarsi per vedere se stessi e il mondo con occhi nuovi e a iniziare ad agire con coerenza rispetto agli insegnamenti ricevuti e alle esperienze cerimoniali sperimentate. Alla fine dei conti, le proprie azioni semplici e quotidiane, se vissute consapevolmente, con autenticità e con rispetto per se stessi, gli altri e la natura, diventano esse stesse il rito e la vita, così com’è nella sua semplice e disarmante essenza, diventa una cerimonia sacra.”

Riccardo Fioravanti

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Cosa significa guarire?

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“La Capanna Sudatoria Arcobaleno così come tutte le altre pratiche sciamaniche e tecniche energetiche che svolgiamo, hanno il preciso scopo di purificare e guarire le persone che vi partecipano.
Ma cosa significa purificare? Cosa significa guarire?
In gergo sciamanico queste parole significano riportare equilibrio e verità nella propria vita. Rappresentano il processo di consapevolezza e di evoluzione che una persona intraprende in un percorso sciamanico.
Significa diventare consapevoli di tutte quelle falsità e illusioni che ci sono state inculcate dalla società e dalla nostra storia personale.
Significa imparare ad amare se stessi per portare rispetto a chi veramente siamo.
Significa smettere di compiacere gli altri per elemosinare un pò di attenzione.
Significa finirla di tradire se stessi per paura di non essere accettati dal gruppo.
Significa guardarsi allo specchio senza vergogna.
Significa stare nel presente e non nel passato o nel futuro.
Significa guardarsi allo specchio e accorgersi che siamo svegli.
Significa avere il coraggio di dire basta.
Significa imparare ad essere se stessi senza il timore dei giudizi degli altri.
Significa smetterla di giudicare se stessi severamente.
Significa smetterla di porre attenzione all’esterno di sè e iniziare a guardarsi dentro. E quando lo facciamo, non avere paura delle cose brutte che vediamo.
Significa accettarci, perdonarci e amarci per ciò che siamo.
Significa vivere il presente apprezzando la nostra vera imperfezione di oggi piuttosto che vivere rincorrendo un modello perfetto illusorio del futuro.
Significa apprezzare le cose semplici.
Significa avere la volontà di correggere i nostri errori.
Significa lavorare per portare alla realtà i nostri sogni e non quelli degli altri.
Significa prendersi cura di ciò che abbiamo e che diamo per scontato.
Significa scoprire i nostri grandi talenti e portarli alla luce.
Significa ritrovare entusiasmo e gioia nelle piccole cose.
Purificarsi e guarire significa diventare dei veri esseri umani.”

Riccardo Fioravanti

Quanto sei coerente?

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“Come ti riscaldi? Che cibo mangi e da dove viene? Che acqua utilizzi? Che mezzi usi per spostarti? Quale tipo di relazione hai con i tuoi vicini? Che rapporto hai con i tuoi genitori? Operi per migliorare la qualità della vita della tua comunità locale? In che luogo vivi? Com’è la tua casa? Quanto inquini? Quanta e quale energia usi? Il tuo lavoro ti permette di manifestare i tuoi talenti? Quello che fai contribuisce a migliorare il mondo in cui vivi? Sei soddisfatto della tua situazione sentimentale? Rispondi a queste domande e sulla base di ciò che affermi scoprirai quanta coerenza c’è tra ciò che dici e ciò che fai.”

Riccardo Fioravanti

Nulla è scontato

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“Nulla è scontato. Svegliarsi ogni mattina, sani, con la possibilità di vedere, ascoltare, toccare, annusare, gustare, poter camminare, poter imparare, poter creare non è scontato. Questi sono doni immensi che spesso non vengono apprezzati perchè si dà per scontato di averli. Solo quando si perdono si comprende il loro grande valore. La ricerca della magia della vita, dei miracoli dell’esistenza e della vera illuminazione interiore non si trovano nascosti dietro a qualche rituale o pratica spirituale o tecnica psicologica, ma in ogni momento, alla luce del Sole, in tutte quelle piccole cose semplici che fanno già parte della nostra vita.”

Riccardo Fioravanti

Fare rete; la forza di essere uniti

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Dallo scorso autunno (2015), alcune resistenze e diffidenze al collaborare con chi fino a ieri si considerava concorrente stanno sgretolandosi. Questo è un chiaro processo di unione, di integrazione, di sviluppo di una presa di coscienza che porta alla profonda comprensione che siamo tutti collegati e che insieme siamo più forti che da soli. Più forti rispetto alle problematiche comuni, più forti rispetto a progetti da sviluppare, più forti nel contrastare chi rema contro al cambiamento.

Per noi del Villaggio dei Nativi della Terra si sono aperte molte porte verso ambienti e organizzazioni che si stanno evolvendo in direzioni innovative, sia per l’aspetto sociale, ma soprattutto anche per quello spirituale.

Da una parte la magica sincronicità della vita e dall’altra il nostro cercare e confrontarci con le realtà del nostro territorio, ci hanno permesso di entrare in un paio di situazioni che inaspettatamente hanno dato un nuovo slancio alla nostra antica visione del nostro Villaggio, una visione che va oltre il nostro “orticello” e che vede il diffondersi dei nostri valori nativi al di là dei confini del nostro podere, per espandersi nel nostro territorio dell’Appennino Bolognese e favorire il processo in cui la gente che vive nelle nostre montagne divenga piano piano una grande comunità ecosostenibile in armonia con la natura e unita come popolo.

Il primo gruppo è costituito da imprenditori del mondo dell’agricoltura dell’Appennino Bolognese che ha sentito l’esigenza di unirsi per affrontare problematiche comuni, potenziare le attività commerciali e organizzarsi per obiettivi collettivi. Le difficoltà sono notevoli perché la maggior parte delle persone, nonostante siano spinte da questa nuove energia che unisce, è ancora in qualche modo connessa alle vecchie abitudini. Ma il tempo sta lavorando a favore della coesione e a piccoli passi stiamo creando progetti concreti per operare collettivamente. Ci siamo dati il nome di “Fattorie di Montagna” e pur mantenendo le proprie identità individuali, siamo fortemente motivati a fare rete.

Il secondo gruppo definito “Talenti”, opera nel mondo del Turismo Locale ed è promosso e organizzato dall’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese in collaborazione con “Bologna Welcome” (Ufficio del Turismo del Comune di Bologna), Vivi Appennino (Portale Internet Tursimo Appennino Bolognese), Città Metropolitana di Bologna e Regione Emilia Romagna. Questo progetto sta invece unendo diverse realtà legate al mondo artistico e dell’artigianato locale attraverso due prime iniziative: “Case d’Artista” che è un vero e proprio itinerario turistico in cui è possibile visitare direttamente i laboratori, gli studi e persino le case degli artisti e degli artigiani che vivono e lavorano nella montagna Bolognese e il “Circo dei Talenti” in cui un vero e proprio circo itinerante viene montato nelle principali piazze dei paesini del territorio Appenninico Bolognese e nel quale, oltre a mettere in scena degli spettacoli circensi e non, tutt’attorno al tendone vengono allestiti degli stand in cui il gruppo dei Talenti può sviluppare diverse attività con esposizioni, dimostrazioni e piccoli laboratori artigianali e artistici.

In questi primi mesi abbiamo impegnato molto tempo in riunioni volte a conoscerci e a stilare una sorta di visione condivisa in cui ognuno può mettere in gioco i propri sogni, valori e qualità allo scopo di arricchire il progetto collettivo. Un lavoro immane e assai delicato, proprio perché si passa attraverso le svariate differenze che da una parte possono essere degli ostacoli, ma dall’altra sono il vero tesoro di queste iniziative.

Fare rete non è però solo unire le forze per progetti comuni. Fare rete è molto di più. Significa creare un esempio di pacifica convivenza, nonostante quegli aspetti che possono creare separazione. Noi qui cerchiamo di andare oltre, di non focalizzarci su quegli aspetti che creano attriti e discussioni, ma di passare attraverso l’accettazione di ciò che può non piacerci e di concentrarci e amplificare invece ciò che ci piace e ci unisce,  permettendoci di costruire un nuovo modello non solo di progettualità lavorativa, commerciale o turistica, ma piuttosto un reale esempio di collettività in cui sviluppare una nuova identità del territorio che trasformi la nostra società locale degli Appennini Bolognesi in una comunità più coesa e solidale, dove poter vivere in armonia con la natura e in pace e prosperità con le altre persone che vivono accanto a noi.

L’illusione del potere

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“Il bello dello Sciamanesimo è che è libero; non c’è un leader o una organizzazione religiosa o un albo professionale che detta regole e definisce un dogma al quale doversi assoggettare.
Allo stesso tempo tutto ciò è brutto e pietoso perchè questa libertà dovrebbe essere sempre accompagnata da una profonda responsabilità che invece il più delle volte è pericolosamente assente.
Da qualche anno infatti, assisto al proliferarsi di sciamani di carta e scuole di stregoni da strapazzo che con percorsi di pochi incontri ti propinano patenti da sciamano. Li chiamo “sciamani di carta” perchè diventano sciamani con un diploma, con un pezzo di carta, mentre a me è stato insegnato che il diventare uno sciamano è una questione che non si compra!
Gente che esce da queste “scuole” col diploma in mano e che si lancia a svolgere a sua volta pratiche sciamaniche senza grandi esperienze. Organizza un viaggio sciamanico dove basta suonare il taburo per 20 minuti e fare 4 riti che si imparano in un ora e via che l’evento è fatto e lo sciamano è servito. Che poi nella realtà loro non siano veri sciamani, ovvero un “Osso Vuoto” che parla per lo Spirito, poco importa; tanto loro ti diranno che il viaggio sciamanico è meglio che lo capisci da solo, senza l’aiuto di qualcun’altro. Lo credo; loro non sono sciamani e non sarebbero capaci di interrogare il mondo dello Spirito e aiutarti a comprendere il messaggio. Che dilettanti senza onore!
Il problema è che chi partecipa a questo genere di eventi, non conosce lo sciamanesimo e si fida del volantino più accattivante del momento. Egli non è capace di comprendere quanto sia importante svolgere tali pratiche con qualcuno che lo faccia da diverso tempo e non solo da un paio d’anni. Il percorso per fare ciò invece è molto più lungo. Molto più lungo.
Diventare sciamani non è come imparare a fare le frittelle; qui si intraprende un viaggio in cui si apprende l’arte di prendere in mano la vita degli altri!
Ma chi se ne importa, oggi viviamo nell’era della velocità: jet low cost, internet banda larga gratis se compri un cellulare, sciamani di carta con l’ultima svendita di fine anno.
No ragazzi, questo andazzo proprio non mi piace!
Ma la libertà resta, anche di tuffarsi nel buio oscuro dei giochini sciamanici di turno. Solo una cosa; quando il conto verrà presentato, non dite poi che non eravate stati avvisati!”

Riccardo Fioravanti “Wambly Wakinyan, Aquila Tonante”

Io Sono un Nativo della Terra

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“Io sono un Nativo della Terra.
Nessuno ha il diritto di giudicare ciò.
Nessuno può permettersi di dirmi chi sono.
Nessuno ha il diritto di affermare come mi devo comportare in quanto Nativo della Terra.
Nessuno è depositario della mia spiritualità.
Nessuno si può permettere di dirmi come devo pregare, con chi e dove.
Il sentiero spirituale di un Nativo della Terra non è una religione.
Non ha sacerdoti, rabbini, mullah, santoni o sciamani che pontificano cosa è giusto e cosa non lo è.
Tale sentiero è un percorso profondamente individuale senza intermediari.
Allo stesso tempo è un percorso dove un giorno si può essere maestri e un altro allievi, riconoscendo la propria ignoranza e onorando la propria saggezza.
Esso è un percorso condiviso spontaneamente e senza proselitismi.
Nessun Nativo della Terra deve avere il permesso di alcuno per svolgere le sue pratiche spirituali.
Ogni Nativo della Terra è libero e non necessita dell’approvazione di nessuno.
Nessuna razza è depositaria di tale Sentiero Sacro.
Tutte le razze hanno egualmente radici spirituali legate a Madre Terra.
I Celti Europei, i Nativi Americani, gli Aborigeni Australiani, i Maori Neozelandesi e tutti quei popoli che detengono antichi retaggi spirituali legati a Madre Terra non hanno nessun dogma da perpetrare e non hanno nessuna voce in capitolo su come un singolo individuo o l’intera umanità intenda onorare Madre Terra.
Nessuno di questi popoli può esprimere un suo rappresentante che possa intimare ad altri individui come onorare Madre Terra. Il come è una libera scelta che spetta a se stessi, assumendosene piena responsabilità.
Chi si ispira, ma non segue un retaggio spirituale tradizionale di un particolare popolo, tribù o lignaggio, per rispetto ad esso non può definirsi depositario o praticante di tale tradizione, ma ciò non toglie che sia un Nativo della Terra e che abbia tutti i diritti e la completa libertà di onorare a suo modo la sacralità dell’esistenza e di Madre Terra.
Tutta la terra è Sacra.
Non esistono luoghi di serie A e di serie B.
Così come non esistono antenati di serie A e di serie B.
Ogni popolo e ogni terra ha subito violenze, ingiustizie, dissacrazioni.
Ogni popolo è stato vittima e carnefice.
Un singolo individuo che vive nel presente non è responsabile degli errori del suo popolo commessi nel passato.
Chi fa di tutta un erba un fascio, non onora la verità e cammina lontano da se stesso.
Un uomo non può essere valutato dal colore della sua pelle, ma solo dalle azioni che compie.
La sua razza di appartenenza non lo incasella in alcun modo, soprattutto spiritualmente.
Chi prova a fare ciò, non ha compreso lontanamente il sentiero di un vero Nativo della Terra.
Oggi è tempo di onorare i piccoli gesti quotidiani che portano rispetto a se stessi, al prossimo e a Madre Terra.
E’ tempo di camminare le proprie parole.
E’ tempo di onorare la terra in cui si vive.
E’ tempo di vedersi come un unico popolo della Terra, senza più confini e separazioni e dove le differenze vengono valorizzate come la vera ricchezza dell’umanità.
Siamo tutti fratelli e sorelle.”

Riccardo Fioravanti “Wambly Wakinyan, Aquila Tonante”