Le mie riflessioni

Io Sono un Nativo della Terra

6

“Io sono un Nativo della Terra.
Nessuno ha il diritto di giudicare ciò.
Nessuno può permettersi di dirmi chi sono.
Nessuno ha il diritto di affermare come mi devo comportare in quanto Nativo della Terra.
Nessuno è depositario della mia spiritualità.
Nessuno si può permettere di dirmi come devo pregare, con chi e dove.
Il sentiero spirituale di un Nativo della Terra non è una religione.
Non ha sacerdoti, rabbini, mullah, santoni o sciamani che pontificano cosa è giusto e cosa non lo è.
Tale sentiero è un percorso profondamente individuale senza intermediari.
Allo stesso tempo è un percorso dove un giorno si può essere maestri e un altro allievi, riconoscendo la propria ignoranza e onorando la propria saggezza.
Esso è un percorso condiviso spontaneamente e senza proselitismi.
Nessun Nativo della Terra deve avere il permesso di alcuno per svolgere le sue pratiche spirituali.
Ogni Nativo della Terra è libero e non necessita dell’approvazione di nessuno.
Nessuna razza è depositaria di tale Sentiero Sacro.
Tutte le razze hanno egualmente radici spirituali legate a Madre Terra.
I Celti Europei, i Nativi Americani, gli Aborigeni Australiani, i Maori Neozelandesi e tutti quei popoli che detengono antichi retaggi spirituali legati a Madre Terra non hanno nessun dogma da perpetrare e non hanno nessuna voce in capitolo su come un singolo individuo o l’intera umanità intenda onorare Madre Terra.
Nessuno di questi popoli può esprimere un suo rappresentante che possa intimare ad altri individui come onorare Madre Terra. Il come è una libera scelta che spetta a se stessi, assumendosene piena responsabilità.
Chi si ispira, ma non segue un retaggio spirituale tradizionale di un particolare popolo, tribù o lignaggio, per rispetto ad esso non può definirsi depositario o praticante di tale tradizione, ma ciò non toglie che sia un Nativo della Terra e che abbia tutti i diritti e la completa libertà di onorare a suo modo la sacralità dell’esistenza e di Madre Terra.
Tutta la terra è Sacra.
Non esistono luoghi di serie A e di serie B.
Così come non esistono antenati di serie A e di serie B.
Ogni popolo e ogni terra ha subito violenze, ingiustizie, dissacrazioni.
Ogni popolo è stato vittima e carnefice.
Un singolo individuo che vive nel presente non è responsabile degli errori del suo popolo commessi nel passato.
Chi fa di tutta un erba un fascio, non onora la verità e cammina lontano da se stesso.
Un uomo non può essere valutato dal colore della sua pelle, ma solo dalle azioni che compie.
La sua razza di appartenenza non lo incasella in alcun modo, soprattutto spiritualmente.
Chi prova a fare ciò, non ha compreso lontanamente il sentiero di un vero Nativo della Terra.
Oggi è tempo di onorare i piccoli gesti quotidiani che portano rispetto a se stessi, al prossimo e a Madre Terra.
E’ tempo di camminare le proprie parole.
E’ tempo di onorare la terra in cui si vive.
E’ tempo di vedersi come un unico popolo della Terra, senza più confini e separazioni e dove le differenze vengono valorizzate come la vera ricchezza dell’umanità.
Siamo tutti fratelli e sorelle.”

Riccardo Fioravanti “Wambly Wakinyan, Aquila Tonante”

Onore ad Enrica Meini

5

“Onore ad Enrica Meini “Pte Wigmuke, Bisonte Arcobaleno”, la mia compagna che si prende cura di me. Spesso col mio lavoro sono in prima fila, al centro dell’attenzione e ottengo grandi riconoscimenti, ma senza il sostegno di Enrica, senza la sua forza, la sua saggezza, i suoi suggerimenti, il suo esempio, il suo amore e la sua grande umiltà, non potrei fare quello che faccio. Quando vedete il mio successo, in realtà vedete il nostro successo. Sono grato al Grande Spirito di questo grande dono e privilegio di avere una grande donna al mio fianco. Aho!”

Riccardo Fioravanti “Wambly Wakinyan, Aquila Tonante”

Lo sai chi è?

Big Foot

“Lo sai chi è questo Nativo Americano? Forse lo hai già visto, ma non credo lo riconoscerai, perchè la sua immagine è ricordata in una triste foto scattata quando ormai era cadavere, congelato in una pietosa posa nella fredda prateria di Wonded Knee in South Dakota. Era il 29 dicembre del 1890 e con lui furono trucidati circa 300 Lakota, per la maggior parte donne e bambini. Questo evento è considerato uno dei più sanguinosi massacri inferti ad una tribù nativa Americana e divenne presto il simbolo della fine della resistenza pellerossa e l’inizio della vita nelle riserve. Con l’eccidio di Wounded Knee, tramontava la libertà di un grande popolo con la sua meravigliosa saggezza. Questa sera, mi fermo un momento per ricordare, per non dimenticare. Fallo anche tu. Ho scelto però di condividere una foto inusuale di “Big Foot” da vivo, perchè non voglio ricordarlo per come è morto, ma per come ha vissuto.”

Riccardo Fioravanti “Wambly Wakinyan, Aquila Tonante”

La Guida Spirituale

4

“Una Guida Spirituale deve aiutarti a trovare il tuo Maestro interiore.
Deve favorire la tua libertà, non assecondare il bisogno che tu hai di lui.
Deve trattarti come un figlio, non come un cliente.
Se hai bisogno di sbloccarti con un “calcio nel sedere”, egli te lo da, senza il timore di perdere un’acquirente dei propri seminari.
Egli deve essere un esempio concreto per i suoi allievi.
Deve essere trasparente e manifestarsi in modo diretto.
Deve mostrare dove vive e come lo fa ed essere soggetto alla valutazione dei suoi allievi per permettere loro di comprendere quanto egli sia coerente con ciò che predica; per questo è un esempio e quindi una guida.
Anche se è importante rispettare il denaro, egli deve puntare alla verità, non a ciò che gli conviene.
Se un allievo vuole essere sciamano, egli non gli vende il risultato, ma gli fa scoprire la verità.
Una vera scuola sciamanica non crea sciamani di carta egocentrici, ma esseri umani veri. La maggior parte delle persone che mi hanno chiesto di diventare sciamani, sono tornate a casa molto ridimensionate nelle loro illusioni e felici di ciò che veramente essi sono, umili e responsabili nel riconoscere la strada che ancora devono percorrere.
Una Guida Spirituale è al servizio del Grande Spirito, non di ciò che vuole l’ego del suo allievo. Che sia chiaro questo!”

Riccardo Fioravanti “Wambly Wakinyan, Aquila Tonante” (Guida Spirituale del lignaggio dei Guerrieri Arcobaleno)

La Legge dello Scambio

Balla Coi Lupi 3

Tanto tempo fa nell’Isola della Tartaruga, oggi chiamata America, viveva un popolo che definiva se stesso “Il Popolo degli Uomini”. Questa gente aveva un profondo rispetto per tutto ciò che il Grande Spirito aveva creato e si prendeva cura della sacra Madre Terra così come dei propri simili. A quel tempo non esisteva il denaro e quindi il modo per procurarsi le cose era il baratto. In cambio di un coltello si scambiava un capo di vestiario, in cambio di un pezzo di carne si scambiava un pezzo di pelle conciata. La Legge dello Scambio era sacra per questo popolo. Il rispetto di tale legge era così profondo, che non occorreva stabilire un listino, anzi, si dava in cambio sempre un po’ di più, per non fare la figura di essere un mezz’uomo, un accattone, un miserabile spilorcio. La generosità era largamente diffusa e più uno possedeva di meno, più nello scambio dava di più. Per un Indiano d’America, la ricchezza non si misurava in base alla quantità di cose che uno possedeva, ma a quanto egli sapesse dare in cambio. La ricchezza era una dote interiore spirituale, non esteriore e materiale. Anche lo sciamano che aiutava le persone e l’intera tribù quando faceva qualcosa per qualcuno, egli riceveva in cambio delle cose; un pezzo di carne, dei mocassini, un cavallo. Non riceveva denaro perché il denaro non esisteva, ma riceveva qualcosa in cambio. Poi, un giorno, arrivò l’uomo bianco. In un primo tempo giunse povera gente che fuggiva da un continente europeo governato da nobiltà e ingiustizia. Questi primi coloni, che portavano con se il desiderio di una società più giusta, si integrarono molto bene con le tribù Native Americane. Ma quando l’esodo si fece più consistente, allora dal vecchio continente arrivò di tutto. Il lato oscuro del mondo occidentale si riversò su questa Nuova Terra e iniziarono i conflitti. La triste storia di stermini e genocidio non occorre rievocarla perché ormai è ben conosciuta, ma è importante anche riconoscere quelle piccole grandi cose che la gente non sa, che hanno inquinato le antiche leggi di questo popolo che era così ben integrato con la natura e che basava il proprio stile di vita sulla semplicità e sull’onestà. Mi riferisco alla Legge dello Scambio. Come ho appena scritto, lo scambio era vissuto in modo equo e in molti casi, si faceva a gara per dare sempre un po’ di più dell’altro. Ma quando arrivò la sciocca furbizia dell’uomo bianco, fu l’inizio della miseria per quei popoli. Dall’arte del baratto, quel mondo iniziò a subire l’arte della fregatura, dell’imbroglio e della disonestà. L’Indiano che dava un oggetto di valore veniva ricambiato con oggetti di scarso pregio, con degli spiccioli, proprio perché l’equità veniva governata non da un documento scritto, ma da una legge non scritta impressa nei cuori di gente che sapeva bene cos’era l’onore. L’indiano in realtà non era ingenuo; semplicemente non concepiva come un uomo potesse scendere ad un livello così basso e vergognoso, cercando di non onorare la Legge dello Scambio.
Riccardo Fioravanti “Wambly Wakinyan, Aquila Tonante”

L’attesa

011120141667

“Il cielo volge al tramonto.
Il fuoco ormai basso è intenso e al lavoro per scaldare nonne pietre.
L’uomo del fuoco perso col suo sgardo nel centro del falò.
Alcuni in piedi, altri seduti nelle vicinanze, ognuno in una calma vigile attesa.
I lampi del bagliore del fuoco illuminano a intermittenza l’interno della capanna.
Tutt’attorno un senso di pace e partecipazione; la natura si fa sentire presente.
Gli spiriti accorrono per assistere alla cerimonia e per dare il loro contributo.
Tutto è pronto.
Tra poco la chiamata e poi dentro a sudare insieme come un unico essere.
Grazie per tutto questo.”
Riccardo Fioravanti

Sabato 21 e domenica 22 marzo svolgeremo qui al Villaggio dei Nativi della Terra la Capanna Sudatoria Arcobaleno per celebrare l’Equinozio di Primavera che sancisce la rinascita del nuovo ciclo di vita.

Per maggiori informazioni, vai alla sezione “Capanna Sudatoria”. Clicca qui

La ricchezza della semplicità

 

060220151843

“La neve ormai rasenta il mezzo metro e mentre la luce finalmente irrompe dalla nuova porta a vetri dell’entrata, Enrica è in cucina a impastare un gustosissimo dolce. Fuori la tormenta di neve e noi qui al calduccio delle stufe impegnati nelle nostre faccende. Mi ricorda qualcosa di antico, di genuino, di famigliare. Un calore dell’anima che il mio cuore negli anni passati aveva sempre cercato. E ora ci sono dentro. Che senso di pace e gratitudine. Tra poco Enrica infornerà il dolce e preparerà le lasagne alla Bolognese che ci mangeremo a pranzo. Poi, tutti bardati con giacca a vento e scarponi da neve, ci recheremo in una casa che c’è nelle vicinanze per condividere il dolce appena fatto con i nostri vicini che stamattina erano passati per invitarci a bere del vin brulè. Questa è la nostra vita semplice, senza lussi ne grandi comodità, ma a me sembra di essere ricchissimo.”
Riccardo Fioravanti

Io Sono il mio Spirito

eagle 24

“Sei affascinato dalla spiritualità dei Nativi d’America? Si? Allora forse credi come loro nell’esistenza dello Spirito. E se credi a questo, allora puoi accettare il fatto che dentro di noi ognuno ha uno Spirito. E questo Spirito se vive oltre il corpo, non solo vivrà dopo la nostra morte, ma forse ha vissuto anche prima della nostra nascita. E se credi a questo, allora il nostro Spirito ha vissuto diverse vite in altri corpi. E forse queste altre vite sono state vissute con corpi di altre razze, in altre terre, con altri popoli. Ti dirò una cosa su questo Spirito; alcuni di noi hanno la capacità di ricordare le vite già vissute con il proprio Spirito. Si, non è facile arrivare a tale ricordi, è necessario lavorare duro su se stessi e fare morire dentro di noi tante idee e concetti che ci sono stati inculcati da giovani. Ma se ti impegni, è possibile liberarsi da questo velo di ignoranza e ricordare chi siamo. Quindi, se ora apri un pò gli occhi, forse ti renderai conto, anche se solo con la razionalità invece che con il cuore, che un Italiano che ti sta di fronte, potrebbe essere un uomo che ha vissuto mille volte nelle praterie e che è in contatto con Madre Terra come e forse più di un nativo nato oggi in America. Ma alla fine dei conti, ha importanza che io sia stato un indiano? O forse basta solo che sia un Uomo che cammina in armonia con la terra?”
Riccardo Fioravanti “Wambly Wakinyan, Aquila Tonante”