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Missioni di gentilezza al posto dei compiti: l’idea di una scuola Irlandese

Il terrore di tutti i genitori: i compiti delle vacanze! Superato lo scoglio del rientro a scuola diamo uno sguardo ad una bella idea di una scuola Irlandese che ha assegnato a tutti i suoi alunni al posto dei compiti delle vacanze, missioni di gentilezza da fare ogni giorno.
L’iniziativa bellissima viene dalla scuola irlandese Gaelscoil Mhichíl Uí Choileáin che si trova a Clonakilty. Per il terzo anno consecutivo, ha deciso di abolire i compiti delle vacanze invernali sostituendoli con con dei compiti in cui si è chiesto ai bambini di fare ogni giorno dei gesti gentili verso gli altri.
Il lunedì gli studenti dovevano impegnarsi a chiacchierare gentilmente con una persona anziana. Il martedì, invece, il compito era di aiutare un membro della propria famiglia. Per il mercoledì, dei gesti gentili generici, ma da divulgare in qualche maniera ad amici e familiari. I giovedì dovevano fare qualcosa di bello per se stessi, per il loro benessere emotivo, mentale e fisico.
Tutto andava poi riportato su un diario, chiamato il “diario della gentilezza”.
Iniziative molto simili anche in molte scuole d’Italia.
Per maggiori informazioni: Viviana Hutter di “Coltiviamo gentilezza“.

Elisa D’Avino

Articolo del 20 gennaio 2020

Fonte: radiopuntonuovo.it

FIL: la Felicità Interna Lorda

Nota video: è possibile seguire il video attraverso i sottotitoli in lingua italiana cliccando il quadratino in basso a destra e selezionando la lingua “Italian”

La Felicità Interna Lorda o FIL è il tentativo di definire, con un evidente ammiccamento ironico, ma con altrettanto evidenti intenti sociologici, uno standard di vita sulla falsariga del PIL, il Prodotto Interno Lordo.

Nel profondo dell’Himalaya, al confine tra Cina e India, si trova il Regno del Bhutan, che si è impegnato a rimanere carbon neutral per tutti i tempi. In questo discorso illuminante, il Primo Ministro del Bhutan, Tshering Tobgay, condivide la missione del suo paese di mettere la felicità prima della crescita economica e stabilire uno standard mondiale per la salvaguardia ambientale.

Video del febbraio 2016

Fonte: ted.com

In prima linea al fronte

“Non amo i selfie.
Ieri, però, questa foto me la sono scattata. Dopo 13 ore in Terapia Intensiva, dopo essermi tolto tutti i dispositivi di protezione, mi sono fatto un selfie.
Non sono e non mi sento un eroe.
Sono una persona normale, che ama il suo lavoro e che, ora più che mai, è orgoglioso e fiero di poterlo fare dando tutto se stesso in prima linea insieme ad altre meravigliose persone (medici, infermieri, oss, tecnici, addetti alle pulizie).
Per questo non mi importa delle tante ore al lavoro, dei segni addosso, del mal di schiena, della stanchezza, dei pasti saltati e di tanto altro.
Tutto questo passerà.
Passerà anche grazie a voi e al vostro impegno e ai vostri sacrifici.
Passerà se saremo uniti in un unico immenso sforzo comune.
Non mollate. Mai.”

Nicola Sgarbi

Fonte: facebook.com

La follia della società occidentale

Indigeni-brasiliani

“I cercatori d’oro hanno invaso un remoto villaggio indigeno a nord della foresta amazzonica la scorsa settimana. Circa cinquanta minatori, armati di fucili e in tenuta militare, hanno pugnalato a morte Emyra Wajãpi, uno dei leader del villaggio, gettato il suo corpo nel fiume, e occupato circa 600mila acri di terreno in un’area protetta della foresta Amazzonica. Gli indigeni hanno evacuato l’area e sono fuggiti nel villaggio vicino.”

Così inizia un articolo su “GreenMe”, noto sito ecologista, che denuncia già da tempo con diversi articoli la situazione drammatica che sta avvenendo in Brasile dopo il repentino cambio di rotta politica sulla questione Amazzonia del nuovo presidente Jair Bolsonaro.
Di tutto questo, oltre al dolore e alla rabbia che questa notizia mi provoca, una cosa che in indigna profondamente è vedere come il popolo Italiano su certi fenomeni ne fa una crociata, perchè manipolati dalla politica e su altre questioni come questa se ne frega altamente.
Per una presunta “eroina” tedesca si mobilita la società come se fosse il simbolo dell’ingiustizia, mentre tutto tace per un assassinio che non è altro che la superficie di un genocidio perpetrato ormai da secoli, dove sistematicamente viene rubata ancora oggi la terra di un popolo “diverso da noi”.
Detesto l’ipocrisia degli occidentali che etichettano vittime di serie A e vittime di serie B, anzi di nessuna serie visto che vengono ignorati.
I Nativi Americani dell’Amazzonia non vogliono venire qui da noi, no, loro vogliono solo rimanere in pace nella loro terra, vivendo in armonia con la natura, mentre i protetti della capitana germanica vengono da noi per rincorrere le nostre stesse illusioni e il nostro stesso pietoso stile di vita che avrebbe invece tanto da imparare dal popolo Nativo!
Per non parlare degli effetti di questo colonialismo del terzo millennio; la distruzione della foresta Amazzonica che è il polmone della Terra.
Ciechi, sordi e infine muti al disastro… “che bella razza umana”.

Riccardo Fioravanti, Presidente dell’Associazione Nativi della Terra

Fonte: greenme.it

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