Personaggi

La spiritualità oscura

Domanda:
“Pensi che abbiamo molte speranze di uscire da questa crisi del secolo e del millennio?”

Éric Baret:
“Spero di no, perché alla fine ciò che è oscuro è la cosiddetta ricerca spirituale.
Ciò che è oscuro è vedere insegnanti di yoga in ogni angolo.
Ciò che è oscuro sta canalizzando.
Ciò che è oscuro è la ricerca spirituale moderna, quel tipo di fuga dal momento.
D’altra parte, ciò che è di buon auspicio è la guerra che si avvicina, sono i cataclismi in arrivo, perché mettono in discussione profondamente l’essere umano, gli fanno porre le vere domande.
Tutto il resto lo fa dormire. Quindi, dovrebbe essere molto chiaro che lo stato del mondo è la sua occasione.
Se gli dei vogliono che il mondo tragga beneficio da questi movimenti, è il dono supremo.
Sfortunatamente, ci sono momenti in cui un cataclisma è l’unico modo per ottenere un interrogarsi. Nella loro generosità, penso che gli dei ci aiuteranno sempre di più in quella direzione.
Tutto questo romanticismo dello yoga, dell’Est, della spiritualità, tutte queste tecniche spirituali di progressione, di purificazione, appartengono all’età oscura. Sono davvero uno spreco di denaro ed energia. Un giorno scompariranno completamente, e forse quel giorno non avremo bisogno di cataclismi per svegliarci.”

Domanda:
“Con queste parole potresti creare uno scandalo…”

Éric Baret:
“Lo scandalo è far credere alle persone che attraverso alcuni esercizi saranno migliori e le loro domande profonde saranno soddisfatte.
È far credere alla gente che seguendo questa terapia, adottando quel concetto, indossando quel particolare colore di vestiti, appendendo alla parete o al collo l’immagine di un guru popolare, si creerà una profonda indagine. Questa è ciarlataneria.
La vita reale sta affrontando il momento.”

Intervista a Éric Baret, aprile 2018

Fonte: facebook.com


Eric Baret – Giovanissimo, verso la fine degli anni Sessanta, incontra Jean Klein, autentico ricercatore “spirituale, iniziato all’arte dello yoga da maestri del Kashmir e dell’Himalaya. Durante numerosi viaggi in India ha modo di frequentare alcune fra le più alte spiritualità allora viventi, quali Ma Ananda Mayi e Nisargadatta Maharaji. Da allora si consacra allo studio della tradizione tantrica non duale, come espressa nella linea dello yoga del Kashmir, e condivide le sue scoperte nel corso di incontri in Europa, Stati Uniti e Canada.

Lo sai chi è?

Big Foot

“Lo sai chi è questo Nativo Americano? Forse lo hai già visto, ma non credo lo riconoscerai, perchè la sua immagine è ricordata in una triste foto scattata quando ormai era cadavere, congelato in una pietosa posa nella fredda prateria di Wonded Knee in South Dakota. Era il 29 dicembre del 1890 e con lui furono trucidati circa 300 Lakota, per la maggior parte donne e bambini. Questo evento è considerato uno dei più sanguinosi massacri inferti ad una tribù nativa Americana e divenne presto il simbolo della fine della resistenza pellerossa e l’inizio della vita nelle riserve. Con l’eccidio di Wounded Knee, tramontava la libertà di un grande popolo con la sua meravigliosa saggezza. Questa sera, mi fermo un momento per ricordare, per non dimenticare. Fallo anche tu. Ho scelto però di condividere una foto inusuale di “Big Foot” da vivo, perchè non voglio ricordarlo per come è morto, ma per come ha vissuto.”

Riccardo Fioravanti “Wambly Wakinyan, Aquila Tonante”