Festival dei Nativi della Terra

Il Festival dei Nativi della Terra ha l’intento di promuovere un messaggio di rispetto, salvaguardia e valorizzazione della natura e di diffondere il valore della pace nell’accoglienza della differenza che alberga in ogni essere vivente.

Una parte fondamentale di tale messaggio è ispirato alla saggezza del grande popolo dei Nativi d’America, senza perdere di vista le ancestrali radici, tradizioni e nuove conquiste evolutive che sono in armonia con la Vita della nostra cultura occidentale.

Il Festival celebra quindi il significato che noi diamo alla parola “Nativi della Terra”, proprio perchè ci sentiamo figli della Madre Terra e fratelli e sorelle di una comunità mondiale che vediamo come una grande famiglia planetaria.

Mitakuye oyasin, Siamo tutti fratelli e sorelle (frase rituale Lakota)

 

VOLANTINI DI TUTTE LE EDIZIONI DEL FESTIVAL DEI NATIVI DELLA TERRA
(Dal 2008 ad oggi)

 

 

COME E’ NATO IL FESTIVAL

“La Prima Edizione del Festival dei Nativi della Terra è nata quasi per caso in occasione di un viaggio in Italia di tre miei amici Nativi Americani: Gil Aguilera (Tribù Apache), Robert John Knapp (Tribù Seneca) e Arnold Thomas (Tribù Shoshone). Gil Aguilera lo avevo conosciuto nel 1997 nella Riserva Indiana di Pine Ridge in South Dakota, in occasione del mio primo viaggio in America e con gli anni (fino al 2001), avevo avuto poi modo di diventare suo amico. Da quei viaggi in America, dove avevo portato decine di Italiani a vivere la mia stessa esperienza nelle autentiche “terre indiane”, si attivarono poi diversi altri viaggi di nuovi gruppi che proseguirono questo “esodo spirituale” e viceversa, alcuni Nativi d’America incontrati in quelle occasioni, furono successivamente invitati in Italia. Con i miei viaggi creai dunque un ponte culturale e spirituale che non si esaurì con la fine dei miei viaggi in America e da allora, si inaugurò un fantastico scambio tra l’Italia e le tribù Indiane che poi sfociò nel Festival dei Nativi della Terra. L’idea di questa manifestazione mi venne nel 2008, quando pensai di far conoscere i miei amici Indiani anche alle persone comuni e non solo a chi voleva approfondire la loro spiritualità partecipando ai loro riti. Nell’arco di una settimana, misi in moto i miei contatti Bolognesi e con mia grande sorpresa, trovai la massima collaborazione con persone di diverse associazioni e scuole di Bologna che poi, col tempo, sono diventati preziosi collaboratori e in alcuni casi fortunati, anche buoni amici. La prima edizione del Festival si sviluppò in quattro eventi; la Visita dei miei amici Nativi Americani alla Scuola Jacopo della Quercia di Bologna che trovò un accoglienza straordinaria da parte dei docenti e sopratutto dei ragazzi incontrati, la Mostra fotografica, la Conferenza e la Danza dell’Acqua presso il Centro Culturale del Parco dei Giardini sulle rive del Lago di Corticella. Questa prima manifestazione fu il preludio della più grande manifestazione mai avvenuta in Italia ad oggi con ospiti Nativi Americani (per numero di eventi, per durata della manifestazione e per numero di pubblico intervenuto), un evento che vide nell’anno successivo (2009), trasformare Bologna per oltre un mese in una sorta di accampamento Indiano, con oltre 30 eventi che coinvolsero migliaia di persone e innumerevoli associazioni, scuole, università, giornali, televisioni e istituzioni. Il successo di tutto ciò non và solo attribuito agli Indiani Americani intervenuti, nè alle persone che mi hanno aiutato e ne a me che ho ideato e organizzato la manifestazione, ma al messaggio di rispetto della natura e di pace tra gli uomini che ha mosso tutti noi a far si che tale evento diventasse quella bella manifestazione che è il Festival dei Nativi della Terra.”

Riccardo Fioravanti “Wambly wakinyan, Aquila Tonante”