L’esperienza è fondamentale

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Lo Sciamanesimo non è solo un percorso di conoscenza, ma soprattutto di esperienza.

Vuoi sperimentare lo sciamanesimo?

Da oltre 20 anni insegno questo sentiero di vita, svolgendo diverse pratiche sciamaniche: la Capanna Sudatoria Arcobaleno per purificarsi e lasciare andare ciò che non ci appartiene, il Ritiro Sciamanico per ricercare un periodo di solitudine e di profonda riflessione interiore, scoprire i propri Animai Totem attraverso la pratica del Viaggio Sciamanico per comprendere meglio se stessi, la Ruota della Vita (Ruota di Medicina) per divenire consapevoli delle leggi della creazione e per trovare la direzione della nostra esistenza, Drum Spirit per riconnetterci al nostro fuoco interiore per celebrare il nostro canto e la nostra danza di potere, il Trekking Sciamanico per vivere esperienze direttamente nella natura e per recarsi in Luoghi di Potere allo scopo di amplificare l’esperienza della propria riconnessione con noi stessi e con tutto ciò che ci circonda.

Riccardo Fioravanti


Nella foto: durante il trekking che abbiamo fatto sabato scorso, fratello Cervo mi ha donato il suo palco. La medicina di questo splendido animale è: Connessione tra terra e cielo, Collegamento con il divino e allo stesso tempo con i piedi ben radicati per terra, Ciclicità e rinnovamento, Simbolo di fecondità e sessualità maschile, Orgoglio, Indipendenza, Gentile approccio, Nuove avventure.


L’energia dell’Inverno

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Ecco il momento magico!
Finalmente è arrivato. Non si vede ma c’è.
Si chiama vuoto.
Spesso lo ignoriamo, quasi sempre lo riempiamo frettolosamente.
Non siamo capaci di viverlo, di accoglierlo.
E’ l’Inverno, il deserto dell’anima, quando tutto è fermo in attesa che affiori il nuovo.
È la fase della Trasformazione che nel profondo si muove lentamente per portare nuove verità alla superficie.
Un silenzio assordante ci percuote il cuore per ricordarci chi siamo veramente.
Ed è qui che il Guerriero non cede alla tentazione di muoversi in avanti verso l’esterno di sè, ma rimane dentro, nello spazio sacro del Nagual dove risiede il crogiolo della manifestazione, dove tutto ancora può succedere, per prepararsi alla prossima gloriosa rinascita.

Riccardo Fioravanti

Fare rete; la forza di essere uniti

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Dallo scorso autunno (2015), alcune resistenze e diffidenze al collaborare con chi fino a ieri si considerava concorrente stanno sgretolandosi. Questo è un chiaro processo di unione, di integrazione, di sviluppo di una presa di coscienza che porta alla profonda comprensione che siamo tutti collegati e che insieme siamo più forti che da soli. Più forti rispetto alle problematiche comuni, più forti rispetto a progetti da sviluppare, più forti nel contrastare chi rema contro al cambiamento.

Per noi del Villaggio dei Nativi della Terra si sono aperte molte porte verso ambienti e organizzazioni che si stanno evolvendo in direzioni innovative, sia per l’aspetto sociale, ma soprattutto anche per quello spirituale.

Da una parte la magica sincronicità della vita e dall’altra il nostro cercare e confrontarci con le realtà del nostro territorio, ci hanno permesso di entrare in un paio di situazioni che inaspettatamente hanno dato un nuovo slancio alla nostra antica visione del nostro Villaggio, una visione che va oltre il nostro “orticello” e che vede il diffondersi dei nostri valori nativi al di là dei confini del nostro podere, per espandersi nel nostro territorio dell’Appennino Bolognese e favorire il processo in cui la gente che vive nelle nostre montagne divenga piano piano una grande comunità ecosostenibile in armonia con la natura e unita come popolo.

Il primo gruppo è costituito da imprenditori del mondo dell’agricoltura dell’Appennino Bolognese che ha sentito l’esigenza di unirsi per affrontare problematiche comuni, potenziare le attività commerciali e organizzarsi per obiettivi collettivi. Le difficoltà sono notevoli perché la maggior parte delle persone, nonostante siano spinte da questa nuove energia che unisce, è ancora in qualche modo connessa alle vecchie abitudini. Ma il tempo sta lavorando a favore della coesione e a piccoli passi stiamo creando progetti concreti per operare collettivamente. Ci siamo dati il nome di “Fattorie di Montagna” e pur mantenendo le proprie identità individuali, siamo fortemente motivati a fare rete.

Il secondo gruppo definito “Talenti”, opera nel mondo del Turismo Locale ed è promosso e organizzato dall’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese in collaborazione con “Bologna Welcome” (Ufficio del Turismo del Comune di Bologna), Vivi Appennino (Portale Internet Tursimo Appennino Bolognese), Città Metropolitana di Bologna e Regione Emilia Romagna. Questo progetto sta invece unendo diverse realtà legate al mondo artistico e dell’artigianato locale attraverso due prime iniziative: “Case d’Artista” che è un vero e proprio itinerario turistico in cui è possibile visitare direttamente i laboratori, gli studi e persino le case degli artisti e degli artigiani che vivono e lavorano nella montagna Bolognese e il “Circo dei Talenti” in cui un vero e proprio circo itinerante viene montato nelle principali piazze dei paesini del territorio Appenninico Bolognese e nel quale, oltre a mettere in scena degli spettacoli circensi e non, tutt’attorno al tendone vengono allestiti degli stand in cui il gruppo dei Talenti può sviluppare diverse attività con esposizioni, dimostrazioni e piccoli laboratori artigianali e artistici.

In questi primi mesi abbiamo impegnato molto tempo in riunioni volte a conoscerci e a stilare una sorta di visione condivisa in cui ognuno può mettere in gioco i propri sogni, valori e qualità allo scopo di arricchire il progetto collettivo. Un lavoro immane e assai delicato, proprio perché si passa attraverso le svariate differenze che da una parte possono essere degli ostacoli, ma dall’altra sono il vero tesoro di queste iniziative.

Fare rete non è però solo unire le forze per progetti comuni. Fare rete è molto di più. Significa creare un esempio di pacifica convivenza, nonostante quegli aspetti che possono creare separazione. Noi qui cerchiamo di andare oltre, di non focalizzarci su quegli aspetti che creano attriti e discussioni, ma di passare attraverso l’accettazione di ciò che può non piacerci e di concentrarci e amplificare invece ciò che ci piace e ci unisce,  permettendoci di costruire un nuovo modello non solo di progettualità lavorativa, commerciale o turistica, ma piuttosto un reale esempio di collettività in cui sviluppare una nuova identità del territorio che trasformi la nostra società locale degli Appennini Bolognesi in una comunità più coesa e solidale, dove poter vivere in armonia con la natura e in pace e prosperità con le altre persone che vivono accanto a noi.

L’illusione del potere

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“Il bello dello Sciamanesimo è che è libero; non c’è un leader o una organizzazione religiosa o un albo professionale che detta regole e definisce un dogma al quale doversi assoggettare.
Allo stesso tempo tutto ciò è brutto e pietoso perchè questa libertà dovrebbe essere sempre accompagnata da una profonda responsabilità che invece il più delle volte è pericolosamente assente.
Da qualche anno infatti, assisto al proliferarsi di sciamani di carta e scuole di stregoni da strapazzo che con percorsi di pochi incontri ti propinano patenti da sciamano. Li chiamo “sciamani di carta” perchè diventano sciamani con un diploma, con un pezzo di carta, mentre a me è stato insegnato che il diventare uno sciamano è una questione che non si compra!
Gente che esce da queste “scuole” col diploma in mano e che si lancia a svolgere a sua volta pratiche sciamaniche senza grandi esperienze. Organizza un viaggio sciamanico dove basta suonare il taburo per 20 minuti e fare 4 riti che si imparano in un ora e via che l’evento è fatto e lo sciamano è servito. Che poi nella realtà loro non siano veri sciamani, ovvero un “Osso Vuoto” che parla per lo Spirito, poco importa; tanto loro ti diranno che il viaggio sciamanico è meglio che lo capisci da solo, senza l’aiuto di qualcun’altro. Lo credo; loro non sono sciamani e non sarebbero capaci di interrogare il mondo dello Spirito e aiutarti a comprendere il messaggio. Che dilettanti senza onore!
Il problema è che chi partecipa a questo genere di eventi, non conosce lo sciamanesimo e si fida del volantino più accattivante del momento. Egli non è capace di comprendere quanto sia importante svolgere tali pratiche con qualcuno che lo faccia da diverso tempo e non solo da un paio d’anni. Il percorso per fare ciò invece è molto più lungo. Molto più lungo.
Diventare sciamani non è come imparare a fare le frittelle; qui si intraprende un viaggio in cui si apprende l’arte di prendere in mano la vita degli altri!
Ma chi se ne importa, oggi viviamo nell’era della velocità: jet low cost, internet banda larga gratis se compri un cellulare, sciamani di carta con l’ultima svendita di fine anno.
No ragazzi, questo andazzo proprio non mi piace!
Ma la libertà resta, anche di tuffarsi nel buio oscuro dei giochini sciamanici di turno. Solo una cosa; quando il conto verrà presentato, non dite poi che non eravate stati avvisati!”

Riccardo Fioravanti “Wambly Wakinyan, Aquila Tonante”

Visita anche tu le “Case d’Artista”

Il Villaggio dei Nativi della Terra entra a far parte del Circuito Turistico “CASE D’ARTISTA”, organizzato dall’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese e in collaborazione con “Bologna Welcome” (Ufficio del Turismo del Comune di Bologna), Vivi Appennino (Portale Internet Tursimo Appennino Bolognese), Città Metropolitana di Bologna e Regione Emilia Romagna.

Si tratta di un vero e proprio prodotto turistico che intende presentare un nuovo tipo di accolgienza e far conoscere il territorio attraverso le residenze di chi ha deciso per amore, per passione e per scelta di vivere in montagna. E’ un programma che oscilla fra l’esigenza di attraversare territori affascinanti e la possibilità di incontrare le attività, i “Talenti”, che in questi territori vivono e lavorano in sintonia con la natura, scegliendo l’arte e l’artigianato artistico come propria cifra espressiva.

E’ possibile partecipare ad un primo Tour Gratuito (escluso i pasti e i pernottamenti) con navetta a disposizione dalla Stazione Ferroviaria di Riola di Vergato (BOLOGNA). Da noi il Tour passerà domenica 29 maggio.

Per ricevere il Book Informativo completo in pdf e per le prenotazioni contattare Marco Tamarri:
Cellulare: 340-1841931 – Mail: marco.tamarri@unioneappennino.bo.it

Svezia: si lavora sei ore per produrre di più e vivere meglio

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Lavorare di meno, produrre di più, vivere meglio: manca solo il classico “e vissero tutti felici e contenti” e avremmo un perfetto finale hollywoodiano. O scandinavo, in questo caso. La formula magica che consente l’inverosimile quadratura del cerchio della vita moderna proviene dalla Svezia, dove un numero crescente di aziende, imbeccate da qualche amministrazione locale illuminata, sta riducendo l’orario di lavoro dalle classiche otto ore a sei per favorire il benessere fisico e mentale dei propri dipendenti, e al contempo aumentare la produttività.
Il principio, in fondo, è semplice e ce lo spiega Linus Felds, amministratore delegato di Filimundus, società che sviluppa app per smartphone: “Restare concentrati per otto ore consecutive è molto difficile, e per farlo siamo costretti a intervallare spesso con delle pause e mescolare con altre attività per rendere tollerabile la giornata. Le otto ore, dunque, non sono mai davvero effettive. E ti complicano la gestione della tua vita al di fuori dell’ufficio“. In altre parole: non si lavora mai otto ore effettive, e dunque è più utile scremare il tempo che si trascorre in azienda dalle pause, consentendo ai dipendenti di godere di più tempo libero, e ottenere in cambio una maggiore intensità produttiva durante l’orario di ufficio. La Toyota di Goteborg ci è arrivata molto tempo prima, all’inizio del nuovo millennio, e i risultati sono stati straordinari: dipendenti più felici, basso tasso di avvicendamento e profitti in crescita del 25%.
Alla stessa conclusione è giunta una casa di cura di Goteborg, il centro Svartedalens, che ha ridotto l’orario di lavoro di infermieri e personale medico, migliorando non solo la loro esistenza ma anche quella dei pazienti. Certo, per coprire le esigenze degli anziani clienti della struttura è stato necessario assumere 14 persone in più e non tutte le aziende sono in grado di permettersi questo tipo di contromisura.
Quello che è stato definito “il grande esperimento sociale svedese” è partito nell’aprile 2014, con l’annuncio da parte del governo cittadino di Goteborg di voler diminuire l’orario di lavoro nel settore pubblico, con l’obiettivo ambizioso di aumentare la produttività, tagliare i costi e migliorare la qualità della vita dei lavoratori. L’esperimento è stato un pieno successo. Sorpresa? Non più di tanto. In fondo, già negli anni Trenta del secolo scorso il grande Bertrand Russell, nel suo “Elogio dell’ozio”, aveva pronosticato che il progresso tecnologico avrebbe ridotto l’orario di lavoro fino a un massimo di 20 ore alla settimana.

Fonte: Articolo di Paolo Cola su Leonardo.it

Io Sono un Nativo della Terra

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“Io sono un Nativo della Terra.
Nessuno ha il diritto di giudicare ciò.
Nessuno può permettersi di dirmi chi sono.
Nessuno ha il diritto di affermare come mi devo comportare in quanto Nativo della Terra.
Nessuno è depositario della mia spiritualità.
Nessuno si può permettere di dirmi come devo pregare, con chi e dove.
Il sentiero spirituale di un Nativo della Terra non è una religione.
Non ha sacerdoti, rabbini, mullah, santoni o sciamani che pontificano cosa è giusto e cosa non lo è.
Tale sentiero è un percorso profondamente individuale senza intermediari.
Allo stesso tempo è un percorso dove un giorno si può essere maestri e un altro allievi, riconoscendo la propria ignoranza e onorando la propria saggezza.
Esso è un percorso condiviso spontaneamente e senza proselitismi.
Nessun Nativo della Terra deve avere il permesso di alcuno per svolgere le sue pratiche spirituali.
Ogni Nativo della Terra è libero e non necessita dell’approvazione di nessuno.
Nessuna razza è depositaria di tale Sentiero Sacro.
Tutte le razze hanno egualmente radici spirituali legate a Madre Terra.
I Celti Europei, i Nativi Americani, gli Aborigeni Australiani, i Maori Neozelandesi e tutti quei popoli che detengono antichi retaggi spirituali legati a Madre Terra non hanno nessun dogma da perpetrare e non hanno nessuna voce in capitolo su come un singolo individuo o l’intera umanità intenda onorare Madre Terra.
Nessuno di questi popoli può esprimere un suo rappresentante che possa intimare ad altri individui come onorare Madre Terra. Il come è una libera scelta che spetta a se stessi, assumendosene piena responsabilità.
Chi si ispira, ma non segue un retaggio spirituale tradizionale di un particolare popolo, tribù o lignaggio, per rispetto ad esso non può definirsi depositario o praticante di tale tradizione, ma ciò non toglie che sia un Nativo della Terra e che abbia tutti i diritti e la completa libertà di onorare a suo modo la sacralità dell’esistenza e di Madre Terra.
Tutta la terra è Sacra.
Non esistono luoghi di serie A e di serie B.
Così come non esistono antenati di serie A e di serie B.
Ogni popolo e ogni terra ha subito violenze, ingiustizie, dissacrazioni.
Ogni popolo è stato vittima e carnefice.
Un singolo individuo che vive nel presente non è responsabile degli errori del suo popolo commessi nel passato.
Chi fa di tutta un erba un fascio, non onora la verità e cammina lontano da se stesso.
Un uomo non può essere valutato dal colore della sua pelle, ma solo dalle azioni che compie.
La sua razza di appartenenza non lo incasella in alcun modo, soprattutto spiritualmente.
Chi prova a fare ciò, non ha compreso lontanamente il sentiero di un vero Nativo della Terra.
Oggi è tempo di onorare i piccoli gesti quotidiani che portano rispetto a se stessi, al prossimo e a Madre Terra.
E’ tempo di camminare le proprie parole.
E’ tempo di onorare la terra in cui si vive.
E’ tempo di vedersi come un unico popolo della Terra, senza più confini e separazioni e dove le differenze vengono valorizzate come la vera ricchezza dell’umanità.
Siamo tutti fratelli e sorelle.”

Riccardo Fioravanti “Wambly Wakinyan, Aquila Tonante”

Onore ad Enrica Meini

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“Onore ad Enrica Meini “Pte Wigmuke, Bisonte Arcobaleno”, la mia compagna che si prende cura di me. Spesso col mio lavoro sono in prima fila, al centro dell’attenzione e ottengo grandi riconoscimenti, ma senza il sostegno di Enrica, senza la sua forza, la sua saggezza, i suoi suggerimenti, il suo esempio, il suo amore e la sua grande umiltà, non potrei fare quello che faccio. Quando vedete il mio successo, in realtà vedete il nostro successo. Sono grato al Grande Spirito di questo grande dono e privilegio di avere una grande donna al mio fianco. Aho!”

Riccardo Fioravanti “Wambly Wakinyan, Aquila Tonante”

Lo sai chi è?

Big Foot

“Lo sai chi è questo Nativo Americano? Forse lo hai già visto, ma non credo lo riconoscerai, perchè la sua immagine è ricordata in una triste foto scattata quando ormai era cadavere, congelato in una pietosa posa nella fredda prateria di Wonded Knee in South Dakota. Era il 29 dicembre del 1890 e con lui furono trucidati circa 300 Lakota, per la maggior parte donne e bambini. Questo evento è considerato uno dei più sanguinosi massacri inferti ad una tribù nativa Americana e divenne presto il simbolo della fine della resistenza pellerossa e l’inizio della vita nelle riserve. Con l’eccidio di Wounded Knee, tramontava la libertà di un grande popolo con la sua meravigliosa saggezza. Questa sera, mi fermo un momento per ricordare, per non dimenticare. Fallo anche tu. Ho scelto però di condividere una foto inusuale di “Big Foot” da vivo, perchè non voglio ricordarlo per come è morto, ma per come ha vissuto.”

Riccardo Fioravanti “Wambly Wakinyan, Aquila Tonante”

Capodanno Tribale 2015

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CAPODANNO TRIBALE

Da giovedì 31 dicembre 2015 a domenica 3 gennaio 2016
Dalle ore 12.00 di giovedì alle ore 16.00 di domenica

Villaggio dei Nativi della Terra
Camugnano, colline Bolognesi

“Non chiederti cosa facciamo a Capodanno.
Chiediti cosa puoi portare di te stesso che possa arricchirlo!”

GRANDE NOVITÀ AL “CAPODANNO TRIBALE” DEI NATIVI DELLA TERRA!
La novità è il Cerchio dei Talenti; ogni membro della tribù che si radunerà con noi per celebrare il Capodanno, porterà con sé la propria arte, la propria buona medicina, le proprie capacità e i propri talenti per condividerli con gli altri. La pratica del Cerchio dei Talenti sarà un’opportunità per manifestare la propria autostima e fiducia in se stessi senza competizione o giudizi, ma solo per la gioia di condividere con gli altri le proprie attitudini, divenendo una fonte di ispirazione e di arricchimento per la propria comunità tribale!
Durante i giorni che staremo insieme, impareremo anche l’arte sciamanica di portare i propri sogni alla realtà, attraverso la ricapitolazione dell’anno passato con il “Wintercount” e la trasformazione per un nuovo futuro con il “Dreamcatcher”!

LE ATTIVITÀ DEL CAPODANNO TRIBALE
Le giornate del CAPODANNO TRIBALE presso il nostro Villaggio dei Nativi della Terra sono articolate in 3 parti.
La mattina dopo colazione, svolgeremo delle passeggiate ed escursioni sciamaniche nei Luoghi di Potere del nostro territorio. In caso di maltempo sono a disposizione due ambienti per attività ludiche, meditative e di laboratorio manuale.
Il pomeriggio sarà invece dedicato alle attività seminariali in programma: il Cerchio dei Talenti, il Fuoco del Consiglio (cerchio di condivisione), i Riti Sciamanici, i Canti e le Danze Sciamaniche col Tamburo, la realizzazione di Oggetti di Potere quali il Wintercount e il Dreamcatcher (Acchiappasogni). Inoltre approfondiremo il tema della Cucina dei Nativi della Terra e in occasione del Rito di passaggio dal vecchio al nuovo anno, svolgeremo le Cerimonie Sciamaniche della Morte del Vecchio Anno e la Benedizione Sciamanica del Nuovo Anno.
La terza parte della giornata è il dopocena che prevede il Fuoco del Consiglio della sera, dove si condivide l’esperienza della giornata e dove si sviluppano approfondimenti su temi a scelta. La serata poi continua liberamente con chiacchere attorno al fuoco, canti col tamburo, giochi, film e altre attività ludiche da decidere insieme.

PROGRAMMA COMPLETO

GIOVEDÌ 31 DICEMBRE 2015 – “CENONE DI CAPODANNO”
Nella tradizione Nativa Americana, alla fine di ogni anno una persona, una famiglia e addirittura una tribù faceva la ricapitolazione degli avvenimenti significativi dell’anno che si stava concludendo, sceglieva quello più importante e ne disegnava una figura sul Wintercount, una grande pelle di bisonte. Questa pelle era capace di contenere decine e decine di questi disegni e veniva passata di generazione in generazione come memoria individuale o collettiva. Ancora oggi si possono ammirare alcuni rarissimi Wintercount di alcune tribù delle praterie. Ogni partecipante farà quindi una ricapitolazione dell’anno passato, allo scopo di poter creare il proprio personale Wintercount, che potrà poi portare a casa, iniziando così una propria tradizione da perpetrare nei capodanni futuri. Inoltre, sempre nel pomeriggio, prepareremo la catasta di legna da bruciare a mezzanotte, a simboleggiare la fine dell’anno vecchio. Ma oltre a fare morire l’anno passato, ci prepareremo a lasciare andare anche quelle parti di noi e della nostra vita che ormai sono finite e che non desideriamo più rivivere. A cavallo di questo Rito di Passaggio Sciamanico ci delizieremo il palato con il magnifico Cenone di Capodanno, celebrando il benvenuto al nuovo anno con canti e danze col tamburo intorno al fuoco e con svariate altre attività di gioco da svolgere nel salone del nostro Villaggio!

VENERDÌ 1 GENNAIO 2016 – “BENVENUTO NUOVO ANNO!”
Ci sveglieremo con la calma che contraddistingue il primo giorno dell’anno. Per i mattinieri, abbiamo svariati sentieri nella natura che, partendo dal nostro Villaggio, permettono delle bellissime passeggiate mattutine nel territorio circostante. In tarda mattinata andremo tutti insieme a salutare il nuovo anno facendo una breve passeggiata per raggiungere la vetta di Montovolo, la montagna sacra degli appennini Bolognesi, già meta di riti e cerimonie da parte delle popolazioni Villanoviane, Etrusche e Cristiane, quest’ultime così affezionate alla montagna da soprannominarla il Sinai Bolognese. Sulla cima di questa ancestrale montagna sacra svolgeremo il rito della Benedizione Sciamanica del nuovo anno. Dopo pranzo, ci rilasseremo nel nostro salone centrale del Villaggio per svolgere il Cerchio dei Talenti nel quale ogni membro della tribù potrà condividere con gli altri la propria arte. Il pomeriggio continuerà tra chiacchere, tisane calde e biscotti, canti col tamburo, giochi, film e tanta voglia di godersi il primo giorno dell’anno in tutta semplicità.

SABATO 2 GENNAIO 2016 – “COSTRUISCI IL TUO DREAMCATCHER”
Nella mattinata, sulla base del tempo meteorologico, svolgeremo un trekking sciamanico in uno dei tanti luoghi di potere del nostro territorio. Nel pomeriggio invece, inizieremo a costruire il Dreamcatcher, un antico oggetto di potere sciamanico che permette di catturare i sogni belli e di lasciare andare via quelli brutti. Con il rito della costruzione dell’acchiappasogni, attiveremo in noi stessi il potere di focalizzarci sui nostri sogni più belli per poi portarli alla realtà. Attraverso la consapevolezza vigile e la disciplina pragmatica, impareremo a distogliere l’attenzione dalle cattive abitudini e dalle distrazioni che ci sviano dai nostri obiettivi, per concentrarci sugli aspetti positivi e concreti della nostra vita. Costruire il Dreamcatcher in occasione della festa di Capodanno darà quindi un forte imprinting al nostro sacro intento del nuovo anno che inizia, allo scopo di innescare una grande svolta nella propria esistenza.

DOMENICA 3 GENNAIO 2016 – “DAL SOGNO ALLA REALTÀ”
Nella mattinata, sulla base del tempo meteorologico, svolgeremo un trekking sciamanico in uno dei tanti luoghi di potere del nostro territorio per celebrare il Ritorno a Casa del Guerriero. Allo scopo di ricapitolare le attività svolte nei giorni precedenti e per prepararsi a portare il proprio sogno alla realtà, svolgeremo l’ancestrale pratica del cerchio di condivisione, denominata dai nativi il Fuoco del Consiglio. Infine, per celebrare la fine di questa meravigliosa esperienza, suoneremo tutti insieme il grande tamburo tribale, cantando i canti sacri nativi.

PER INFORMAZIONI E ISCRIZIONI:
Riccardo Fioravanti “Wambly Wakinyan, Aquila Tonante”
Cellulare: 333-3931748 – Mail: info@natividellaterra.com

Se ritieni interessante la nostra iniziativa, ti chiediamo di diffonderla ai tuoi contatti.