Nulla è scontato

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“Nulla è scontato. Svegliarsi ogni mattina, sani, con la possibilità di vedere, ascoltare, toccare, annusare, gustare, poter camminare, poter imparare, poter creare non è scontato. Questi sono doni immensi che spesso non vengono apprezzati perchè si dà per scontato di averli. Solo quando si perdono si comprende il loro grande valore. La ricerca della magia della vita, dei miracoli dell’esistenza e della vera illuminazione interiore non si trovano nascosti dietro a qualche rituale o pratica spirituale o tecnica psicologica, ma in ogni momento, alla luce del Sole, in tutte quelle piccole cose semplici che fanno già parte della nostra vita.”

Riccardo Fioravanti

Non cambiare la tua natura

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Un maestro zen vide uno scorpione annegare e decise di tirarlo fuori dall’acqua.
Quando lo fece, lo scorpione lo punse.
Per l’effetto del dolore, lasciò l’animale che di nuovo cadde nell’acqua, in procinto di annegare.
Il maestro tentò di tirarlo fuori nuovamente e l’animale lo punse ancora.
Un giovane discepolo che era lì gli si avvicinò e gli disse: “Mi scusi maestro, perchè continuate? Non capite che ogni volta che proverete a tirarlo fuori dall’acqua vi pungerà?”
Il maestro rispose: “La natura dello scorpione è di pungere e questo non cambierà la mia che è di aiutare”.
Infine il maestro rifletté e con l’aiuto di una foglia, tirò fuori lo scorpione dall’acqua e gli salvò la vita.
Poi rivolgendosi al suo giovane discepolo, continuò: “Non cambiare la tua natura se qualcuno ti fa male, prendi solo delle precauzioni, perchè gli uomini sono quasi sempre ingrati verso che gli sta facendo del bene, ma questo non è un buon motivo per smettere di fare del bene, di abbandonare l’amore che vive in te.
Molti inseguono la felicità, altri la creano.
Preoccupati di più della tua coscienza che della tua reputazione, perchè la tua coscienza è quello che sei, la tua reputazione è ciò che gli altri pensano di te.
Quando la vita ti presenta mille ragioni per piangere, mostrale che hai mille ragioni per sorridere.”

Storiella Zen

Il dono della terra

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“Assaporare il cibo che ci dona madre terra.
Alimentare la fiamma sacra che sta nel nostro cuore.
Rossa come il nostro sangue nutrito da ciò che mangiamo.
Nutrirsi di spirito, nutrirsi di sapore, di condivisione, di gioia di star bene.
La fame dei nostri cuori non si sazia mangiando soli, tristi, o mangiando troppo, o troppo poco.
E’ la terra che si mescola al sangue, al fuoco, all’oro che c’è in ognuno di noi.
Il sole nasce ogni mattina, colora ogni cosa e la luce arancio trasforma la notte in giorno, le tenebre in luce, la morte in vita.
Lo spirito si unisce alla terra come un matrimonio d’amore fra sacro e profano.
E nel connubio esplode la natura con il verde delle piante, il colore dei fiori.
Luce e ombra convivono, gusto del cibo e fatica nel procurarlo sono un tutt’uno come la nostra vita.
Ma come raffigurare la grandezza del creato, la generosità di madre terra?
Disegno un giardino che dona ogni cosa.
Prendiamoci cura del giardino!
E il blu del cielo è ovunque e come piccole strade che si incrociano ci fa incontrare.”


Carmen Ronchetti, tratto da “Il dono della terra” di Arrigo Chieregatti

 

L’esperienza è fondamentale

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Lo Sciamanesimo non è solo un percorso di conoscenza, ma soprattutto di esperienza.

Vuoi sperimentare lo sciamanesimo?

Da oltre 20 anni insegno questo sentiero di vita, svolgendo diverse pratiche sciamaniche: la Capanna Sudatoria Arcobaleno per purificarsi e lasciare andare ciò che non ci appartiene, il Ritiro Sciamanico per ricercare un periodo di solitudine e di profonda riflessione interiore, scoprire i propri Animai Totem attraverso la pratica del Viaggio Sciamanico per comprendere meglio se stessi, la Ruota della Vita (Ruota di Medicina) per divenire consapevoli delle leggi della creazione e per trovare la direzione della nostra esistenza, Drum Spirit per riconnetterci al nostro fuoco interiore per celebrare il nostro canto e la nostra danza di potere, il Trekking Sciamanico per vivere esperienze direttamente nella natura e per recarsi in Luoghi di Potere allo scopo di amplificare l’esperienza della propria riconnessione con noi stessi e con tutto ciò che ci circonda.

Riccardo Fioravanti


Nella foto: durante il trekking che abbiamo fatto sabato scorso, fratello Cervo mi ha donato il suo palco. La medicina di questo splendido animale è: Connessione tra terra e cielo, Collegamento con il divino e allo stesso tempo con i piedi ben radicati per terra, Ciclicità e rinnovamento, Simbolo di fecondità e sessualità maschile, Orgoglio, Indipendenza, Gentile approccio, Nuove avventure.


L’energia dell’Inverno

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Ecco il momento magico!
Finalmente è arrivato. Non si vede ma c’è.
Si chiama vuoto.
Spesso lo ignoriamo, quasi sempre lo riempiamo frettolosamente.
Non siamo capaci di viverlo, di accoglierlo.
E’ l’Inverno, il deserto dell’anima, quando tutto è fermo in attesa che affiori il nuovo.
È la fase della Trasformazione che nel profondo si muove lentamente per portare nuove verità alla superficie.
Un silenzio assordante ci percuote il cuore per ricordarci chi siamo veramente.
Ed è qui che il Guerriero non cede alla tentazione di muoversi in avanti verso l’esterno di sè, ma rimane dentro, nello spazio sacro del Nagual dove risiede il crogiolo della manifestazione, dove tutto ancora può succedere, per prepararsi alla prossima gloriosa rinascita.

Riccardo Fioravanti

Fare rete; la forza di essere uniti

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Dallo scorso autunno (2015), alcune resistenze e diffidenze al collaborare con chi fino a ieri si considerava concorrente stanno sgretolandosi. Questo è un chiaro processo di unione, di integrazione, di sviluppo di una presa di coscienza che porta alla profonda comprensione che siamo tutti collegati e che insieme siamo più forti che da soli. Più forti rispetto alle problematiche comuni, più forti rispetto a progetti da sviluppare, più forti nel contrastare chi rema contro al cambiamento.

Per noi del Villaggio dei Nativi della Terra si sono aperte molte porte verso ambienti e organizzazioni che si stanno evolvendo in direzioni innovative, sia per l’aspetto sociale, ma soprattutto anche per quello spirituale.

Da una parte la magica sincronicità della vita e dall’altra il nostro cercare e confrontarci con le realtà del nostro territorio, ci hanno permesso di entrare in un paio di situazioni che inaspettatamente hanno dato un nuovo slancio alla nostra antica visione del nostro Villaggio, una visione che va oltre il nostro “orticello” e che vede il diffondersi dei nostri valori nativi al di là dei confini del nostro podere, per espandersi nel nostro territorio dell’Appennino Bolognese e favorire il processo in cui la gente che vive nelle nostre montagne divenga piano piano una grande comunità ecosostenibile in armonia con la natura e unita come popolo.

Il primo gruppo è costituito da imprenditori del mondo dell’agricoltura dell’Appennino Bolognese che ha sentito l’esigenza di unirsi per affrontare problematiche comuni, potenziare le attività commerciali e organizzarsi per obiettivi collettivi. Le difficoltà sono notevoli perché la maggior parte delle persone, nonostante siano spinte da questa nuove energia che unisce, è ancora in qualche modo connessa alle vecchie abitudini. Ma il tempo sta lavorando a favore della coesione e a piccoli passi stiamo creando progetti concreti per operare collettivamente. Ci siamo dati il nome di “Fattorie di Montagna” e pur mantenendo le proprie identità individuali, siamo fortemente motivati a fare rete.

Il secondo gruppo definito “Talenti”, opera nel mondo del Turismo Locale ed è promosso e organizzato dall’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese in collaborazione con “Bologna Welcome” (Ufficio del Turismo del Comune di Bologna), Vivi Appennino (Portale Internet Tursimo Appennino Bolognese), Città Metropolitana di Bologna e Regione Emilia Romagna. Questo progetto sta invece unendo diverse realtà legate al mondo artistico e dell’artigianato locale attraverso due prime iniziative: “Case d’Artista” che è un vero e proprio itinerario turistico in cui è possibile visitare direttamente i laboratori, gli studi e persino le case degli artisti e degli artigiani che vivono e lavorano nella montagna Bolognese e il “Circo dei Talenti” in cui un vero e proprio circo itinerante viene montato nelle principali piazze dei paesini del territorio Appenninico Bolognese e nel quale, oltre a mettere in scena degli spettacoli circensi e non, tutt’attorno al tendone vengono allestiti degli stand in cui il gruppo dei Talenti può sviluppare diverse attività con esposizioni, dimostrazioni e piccoli laboratori artigianali e artistici.

In questi primi mesi abbiamo impegnato molto tempo in riunioni volte a conoscerci e a stilare una sorta di visione condivisa in cui ognuno può mettere in gioco i propri sogni, valori e qualità allo scopo di arricchire il progetto collettivo. Un lavoro immane e assai delicato, proprio perché si passa attraverso le svariate differenze che da una parte possono essere degli ostacoli, ma dall’altra sono il vero tesoro di queste iniziative.

Fare rete non è però solo unire le forze per progetti comuni. Fare rete è molto di più. Significa creare un esempio di pacifica convivenza, nonostante quegli aspetti che possono creare separazione. Noi qui cerchiamo di andare oltre, di non focalizzarci su quegli aspetti che creano attriti e discussioni, ma di passare attraverso l’accettazione di ciò che può non piacerci e di concentrarci e amplificare invece ciò che ci piace e ci unisce,  permettendoci di costruire un nuovo modello non solo di progettualità lavorativa, commerciale o turistica, ma piuttosto un reale esempio di collettività in cui sviluppare una nuova identità del territorio che trasformi la nostra società locale degli Appennini Bolognesi in una comunità più coesa e solidale, dove poter vivere in armonia con la natura e in pace e prosperità con le altre persone che vivono accanto a noi.

L’illusione del potere

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“Il bello dello Sciamanesimo è che è libero; non c’è un leader o una organizzazione religiosa o un albo professionale che detta regole e definisce un dogma al quale doversi assoggettare.
Allo stesso tempo tutto ciò è brutto e pietoso perchè questa libertà dovrebbe essere sempre accompagnata da una profonda responsabilità che invece il più delle volte è pericolosamente assente.
Da qualche anno infatti, assisto al proliferarsi di sciamani di carta e scuole di stregoni da strapazzo che con percorsi di pochi incontri ti propinano patenti da sciamano. Li chiamo “sciamani di carta” perchè diventano sciamani con un diploma, con un pezzo di carta, mentre a me è stato insegnato che il diventare uno sciamano è una questione che non si compra!
Gente che esce da queste “scuole” col diploma in mano e che si lancia a svolgere a sua volta pratiche sciamaniche senza grandi esperienze. Organizza un viaggio sciamanico dove basta suonare il taburo per 20 minuti e fare 4 riti che si imparano in un ora e via che l’evento è fatto e lo sciamano è servito. Che poi nella realtà loro non siano veri sciamani, ovvero un “Osso Vuoto” che parla per lo Spirito, poco importa; tanto loro ti diranno che il viaggio sciamanico è meglio che lo capisci da solo, senza l’aiuto di qualcun’altro. Lo credo; loro non sono sciamani e non sarebbero capaci di interrogare il mondo dello Spirito e aiutarti a comprendere il messaggio. Che dilettanti senza onore!
Il problema è che chi partecipa a questo genere di eventi, non conosce lo sciamanesimo e si fida del volantino più accattivante del momento. Egli non è capace di comprendere quanto sia importante svolgere tali pratiche con qualcuno che lo faccia da diverso tempo e non solo da un paio d’anni. Il percorso per fare ciò invece è molto più lungo. Molto più lungo.
Diventare sciamani non è come imparare a fare le frittelle; qui si intraprende un viaggio in cui si apprende l’arte di prendere in mano la vita degli altri!
Ma chi se ne importa, oggi viviamo nell’era della velocità: jet low cost, internet banda larga gratis se compri un cellulare, sciamani di carta con l’ultima svendita di fine anno.
No ragazzi, questo andazzo proprio non mi piace!
Ma la libertà resta, anche di tuffarsi nel buio oscuro dei giochini sciamanici di turno. Solo una cosa; quando il conto verrà presentato, non dite poi che non eravate stati avvisati!”

Riccardo Fioravanti “Wambly Wakinyan, Aquila Tonante”